La presenza delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret sul territorio cavese risale a quando il comune di Cava de’Tirreni, dopo la promulgazione delle leggi di soppressione conventuali del 7 luglio 1866, diventa il legittimo possessore del convento di San Francesco.

 

Nel 1868 il vecchio convento viene trasformato in Orfanotrofio femminile e affidato alla gestione delle Suore di Carità. Le Suore avevano oltre l’obbligo dell’Orfanotrofio gratuito la facoltà di adibire parte dello stabile a scuola esterna femminile d’arte e mestieri, ad asilo infantile a pagamento d’ambedue i sessi. La Congrega non pagava alcuna somma, per cui tutto era a carico delle suore: il vitto e il vestiario. Il numero delle orfane da ospitare era indeterminato, ma non doveva superare le dieci unità nei primi cinque anni, le quindici nei successivi otto anni e le venti nei seguenti. Tuttavia la Congregazione aveva patronato su tutte le istituzioni e poneva delle clausole da rispettare: la messa giornaliera nella chiesa interna dell’Orfanotrofio, il mantenimento del medico e dei medicinali per il bisogno delle orfane ed infine l’obbligo di collocare altrove le fanciulle che potessero essere affette da malattie contagiose. Per le suore era previsto un premio annuale di 400 lire.

La prima madre superiora, suor Teresa Vignet dell’Orfanotrofio femminile, viene nominata dall’Amministrazione sotto la direzione di Luigi dei Barone De Marinis. Essa faceva capo alle suore della Carità di San Vincenzo in Regina Coeli di Napoli.

Nel 1899 – essendo venute a mancare le istituzioni che somministravano all’opera Pia i mezzi di sussistenza e poiché l’educatorio per le orfane a pagamento era stato assorbito da quello di Pregiato – l’Orfanotrofio, la scuola a pagamento e l’asilo sono costretti a chiudere per l’apertura dell’asilo delle suore presso il Convento di San Giovanni situato nel Borgo Scacciaventi.

Si proponeva alla Congrega di Carità la promozione di nuove attività all’interno dell’Orfanotrofio come l’insegnamento dello stiro a lucido e del lavoro a tombolo, ma i profitti non sarebbero giunti così presto: intanto bisognava mantenere le orfane e gli insegnanti.

Vengono così istituiti un corso di stiratura ed una fabbrica di calze a macchina; per l’acquisto dei macchinari la Congregazione si fa carico delle spese. Infine per migliorare le condizioni economiche delle suore, viene aumentato il numero delle orfanelle a pagamento da 20 a 26.

Nel 1902 il rinnovo del contratto di gestione alle suore non avviene, così l’Amministrazione viene richiamata dal Comune a decidere le sorti dell’Orfanotrofio.

Pertanto viene concesso il benestare alle suore per altri due anni, con l’aumento del premio annuo di cento lire, portandolo da 400 a 500 lire.

Nel 1911 le suore possono tenere per conto proprio una scuola femminile a pagamento per esterne. In compenso le suore avranno l’obbligo di educare, istruire nel conseguimento della licenza di proscioglimento ed insegnare a proprie spese i diversi lavori domestici come l’apprendimento di mestieri quali l’arte del cucire biancheria, abiti, maglie e ricamo a 15 orfane.

Nel 1939 l’Amministrazione dell’Orfanotrofio viene affidata ad un nuovo organo comunale: l’Ente Comunale di Assistenza (ECA) che provvede ad assolvere a tutte le funzioni che in precedenza erano state affidate alla Congregazione di Carità.

Nel 1953 l’ECA, in seguito ad un resoconto delle orfane ricoverate nella struttura, incentiva i lavori di trasformazione di parte dell’Orfanotrofio al fine di ospitare i circa 120 senzatetto dell’alluvione del 25/26 ottobre 1954, per una spesa complessiva di 31.500 lire.

Sul finire degli anni cinquanta l’ECA affida i locali del piano terra alla scuola media Carducci di Cava de’Tirreni e negli anni settanta all’Istituto Professionale femminile per il Commercio. Per i piani superiori la gestione continua ad essere affidata alle suore di Carità che incrementano l’asilo infantile a pagamento non tralasciando le orfanelle.

In seguito prende vita l’annessa Scuola Elementare che ha accolto molte generazioni della popolazione cavese.

Il terremoto del 23 novembre 1980 rende inagibile l’edificio scolastico S. Giovanni che chiude senza però interrompere l’opera formativa delle Suore della Carità.

Nello stile della fondatrice, le sue figlie danno vita nel 1869 all’Istituto

NOSTRA SIGNORA DEL S. ROSARIO

situato alla periferia di Cava, precisamente accanto alla Chiesa S. Vito Nuova, che comprende sia la scuola dell’ Infanzia sia la Scuola Primaria. All’ opera delle suore si affianca quella preziosa dei laici per costituire una feconda comunità educante.

Dal       la Scuola dell’ Infanzia e la Scuola Primaria, ottenuta la parità scolastica, fanno parte del Sistema Pubblico Integrato.

Il carisma di Santa Giovanna Antida Thouret, ancora oggi, viene incarnato dalle stesse che operano nei settori socio-educativi e pastorale per il quartiere e per la città.

Nel rispetto del carisma della Fondatrice e delle sue finalità educative tutti vengono accolti, in particolare quei ragazzi appartenenti a famiglie disagiate. Gli alunni sono di estrazione sociale mista: figli di professionisti, commercianti, artigiani o di genitori che svolgono attività precarie.

La Scuola, pertanto, si presenta come una palestra di vita ispirata agli ideali morali e spirituali più forti in cui le differenze socio-economiche-culturali si traducono in convivenza serena e collaborativa.

La scuola dell’Istituto “Nostra Signora del S. Rosario”, ispirandosi all’ideale  dell’umanesimo cristiano e all’opera  educativa di S. Giovanna Antida Thouret si propone di contribuire alla formazione  integrale della persona.

Lo stile educativo plasmato dall’esempio e dagli insegnamenti della Fondatrice, maturato nel corso di due secoli di storia della Congregazione religiosa, oggi fa sentire direttamente coinvolti tutti gli educatori della Scuola nel cercare di rispondere alle sfide poste da un mondo in rapido cambiamento, attraversato da molte contraddizioni, bisognoso di ritemprare la coscienza e lo spirito degli uomini per dare un senso alla storia del nuovo millennio.

L’educazione, afferma Jacques Delors, è uno dei mezzi principali per promuovere una forma più profonda e armoniosa dello sviluppo umano e ridurre la povertà, l’esclusione, l’ignoranza, l’oppressione e la guerra.

Una preziosa sollecitazione ci viene anche dal rapporto dell’Unesco redatto dalla Commissione Internazionale sull’Educazione per il Ventunesimo Secolo, attraverso il seguente imperativo :

…nessuno dei talenti che sono nascosti come un tesoro sepolto in ciascuna persona deve essere lasciato inutilizzato ”.

La stessa Commissione propone quattro pilastri come fondamenti dell’educazione:
imparare a vivere insieme, imparare a conoscere, imparare a fare, imparare ad essere.